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La sofferenza psicologica che fa maturare la decisione di contattare uno psicologo può essumere diverse forme. Può essere il risultato di un disagio cresciuto lentamente negli anni, come ad esempio la constatazione graduale della propria difficoltà a costruire relazioni stabili; un crescente stato di isolamento; la sfiducia in se stessi; oppure di un bisogno nato improvvisamente in particolari circostanze di vita, come ad esempio come conseguenza della fine di una relazione affettiva, un lutto improvviso, un insuccesso lavorativo, un cambiamento inaspettato. Ognuno di noi vorrebbe comprensibilmente uscire dal proprio stato di sofferenza il più presto possibile, e lo vorrebbe fare in modo indolore. Ma la sofferenza psicologica chiede pazienza per essere affrontata. Non ci sono soluzioni magiche e non ci sono specialisti con la bacchetta magica... Consultare uno psicologo significa cercare di dare un significato alla propria sofferenza cimentandosi con alcune domande su di sé, quali: cosa mi fa stare male? Quando è cominciata la mia sofferenza? Cosa mi ha portato a stare così? Cosa mi impedisce di rialzarmi? Da queste domande deriva la decisione su come e se proseguire con un eventuale percorso. A volte bastano pochi colloqui di consultazione; altre volte il desiderio di affrontare in modo approfondito le problematiche che ci riguardano si fa sentire con maggior forza. Se si sceglie di iniziare un percorso, i percorsi possibili sono diversi per frequenza delle sedute e per durata (che tendenzialmente non è definibile a priori ma è una constatazione a posteriori di quanto tempo ci sia voluto per sciogliere i nodi fondamentali del proprio malessere o di quanto tempo siamo stati disposti a concederci per prenderci cura di noi stessi).
La crisi della coppia ci lascia frequentemente spaesati, turbati e non in grado di mettere in atto una risposta differente da quella dominata dall'impulsività, dall'istinto e dall'ira. La consulenza di un professionista può aiutare la coppia a gestire i vari stadi della situazione critica, in maniera tale da riflettere sul sistema in cui si è immersi, analizzare la qualità della comunicazione, specialmente se vi sono dei figli. Le problematicità che insorgono all'interno della coppia vengono di frequente sminuite e taciute per un lungo periodo, non considerate nella loro potenza distruttiva. Si tratta di interventi che non mirano a stabilire torti e ragioni nella coppia, quanto a permettere una presa di coscienza delle dinamiche (i giochi interattivi, le modalità comunicative, le aspettative inconsce depositate sull'altro e i loro effetti) che caratterizzano la coppia. Per i partner è fondamentale poter capire cosa stia capitando tra loro e come ognuno di loro due contribuisca a bloccare le possibilità di cambiamento. La terapia di coppia mira a ristabilire, recuperare o generare quelle risorse che permettono al legame di divenire (nuovamente) fonte di benessere per i partner anziché causa di sofferenza. Nel corso di una consulenza di coppia, l'obiettivo non è quello di tenere assieme la coppia a tutti i costi
Il nucleo familiare può essere messo a dura prova nel corso degli anni. Alcune fasi cruciali possono richiedere un intervento specialistico per capire cosa stia succedendo e come comportarsi. Alla famiglia viene offerta una valutazione delle dinamiche relazionali e l'eventuale trattamento non si focalizzerà sul disturbo del singolo individuo, ma cercherà di mettere in luce tutti i conflitti più evidenti tra i membri, correggendo gli atteggiamenti di ciascuno, per migliorare la convivenza e la comunicazione. Alcune delle tematiche che possono presentarsi sono:
  • Diventare genitori e l'arrivo di nuovi fratelli/sorelle
  • Affrontare l'adolescenza dei figli
  • L'effetto del "nido vuoto": quando i figli se ne vanno di casa per costruire una propria vita indipendente e la coppia si ritrova a vivere nuovamente nella sola dimensione a due
  • Infertilità (problematiche emotive relative all'infertilità, impatto psicologico delle terapie mediche, infertilità senza cause organiche e a presumibile carattere psicogeno)
L'EMDR (dall'inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. Può essere utilizzata anche con adolescenti e bambini. L'EMDR si focalizza sul ricordo dell'esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo. Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l'iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all'evento, percepiti come pericolo. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall'ansia. Con il trattamento EMDR il ricordo non viene cancellato, ma l'esperienza traumatica farà parte del passato e quindi verrà vissuta in modo distaccato: il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. Non si tratta di una tecnica ipnotica. Alcune informazioni in merito:
  • Nel lasso di trent'anni dalla sua scoperta, ad opera della ricercatrice americana Francine Shapiro, l'EMDR ha ricevuto più conferme scientifiche di qualunque altro metodo usato nel trattamento dei traumi. Oggi è riconosciuto come metodo evidence based per il trattamento dei disturbi post traumatici, approvato, tra gli altri, dall'American Psychological Association (1998-2002), dall'American Psychiatric Association (2004), dall'International Society for Traumatic Stress Studies (2010) e dal nostro Ministero della salute nel 2003. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nell'agosto del 2013, ha riconosciuto l'EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.
  • Chi desiderasse approfondire, trova informazioni sul sito Italiano www.emdritalia.it e sul sito Americano www.emdr.com
La neuropsicologia è quella branca delle neuroscienze che si occupa di studiare le funzioni ed i processi cognitivi (memoria, attenzione, linguaggio, ragionamento..) correlandoli con i loro substrati anatomici. Alcune condizioni cliniche possono causare la comparsa di deficit cognitivi,mettendo facilmente la persona che ne soffre di fronte ad importanti ostacoli e limitazioni nella sua vita quotidiana. Tali disturbi neuropsicologici possono insorgere in età senile a causa della comparsa di un invecchiamento cerebrale più rapido e precoce del normale (le cosiddette "demenze"), ma possono anche presentarsi in soggetti più giovani a causa di lesioni cerebrali, dovute, ad esempio, ad ictus, traumi cranici o tumori. In che cosa consiste l'intervento neuropsicologico:

1) VALUTAZIONE Le sedute di valutazione hanno una durata variabile in base alle difficoltà che emergono negli incontri e prevedono la somministrazione di una batteria di test mirata alla valutazione delle diverse aree cognitive: Orientamento personale e spazio-temporale, Funzioni attentive, Linguaggio (capacità di denominazione, capacità di produzione semantica e fonemica, capacità di comprensione di ordini semplici e complessi), Memoria (memoria a breve termine verbale e visuo-spaziale, memoria a lungo termine verbale e visuo-spaziale, Working Memory), Elaborazione centrale delle informazioni percettive (riconoscimento di oggetti), Abilità visuo-spaziali, Prassie, Funzioni esecutive (abilità logiche e di astrazione, pianificazione, flessibilità, inibizione) L'indagine viene ampliata con una valutazione degli aspetti funzionali e con la somministrazione di test di approfondimento di aree cognitive specifiche dove necessario. Si presta particolare attenzione all'analisi delle risorse sociali, emotive e cognitive della famiglia caregiver per l'impostazione sia del trattamento sia dell'eventuale sostegno psicologico ai familiari. Gli incontri sono articolati in tre fasi:
  • Colloquio neuropsicologico clinico con il paziente e i familiari: analisi della domanda, raccolta dell'anamnesi cognitivo-comportamentale, valutazione qualitativa del paziente
  • Somministrazione dei test neuropsicologici al paziente
  • Restituzione delle relazione neuropsicologica, dopo circa una/due settimane
2) RIABILITAZIONE Se il familiare lo richiede, è possibile, successivamente alla valutazione e solo in presenza di una diagnosi, impostare un trattamento neuropsicologico o delle stimolazioni cognitive con la proposta di "pacchetti di trattamento". Vediamo la differenza:
  • Il trattamento neuropsicologico è dedicato a tutti coloro che, in seguito ad una valutazione neuropsicologica, riscontrano, rispetto ad una persona di pari età e scolarità, un effettivo ipofunzionamento di una o più funzioni cognitive. Attraverso materiali specificamente finalizzati alla stimolazione della funzione compromessa, si imposta un trattamento riabilitativo che ha come obiettivo quello di riportare l'abilità carente ad un livello di efficacia che sia quanto più possibile vicino al livello premorboso. Si tratta quindi di una sorta di allenamento a "ri-apprendere" ciò che si era già in grado di fare sfruttando le risorse che ancora sono presenti perché non danneggiate dall'evento critico.
  • La stimolazione cognitiva, invece, è dedicata a coloro che sono affetti da patologie degenerative, dove cioè non è più possibile un recupero delle risorse perché ormai sono state perse e vanno incontro ad una continua, ulteriore e progressiva perdita. L'allenamento in questo caso è volto a rafforzare il più possibile le abilità residue al fine di rallentare il loro inesorabile peggioramento.
  • Ovviamente, non è necessario scegliere entrambi gli interventi (valutazione e trattamento). Lo si concorderà in base alle esigenze e alla situazione specifica.
Dr.ssa Sonia Cozzupoli - Iscritta all'Albo degli Psicologi della Lombardia Iscrizione N°14/844
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